Chi siamo

Comitato Roraima Onlus Campagne in corso Eventi

Il Comitato Roraima è nato nel 2000 ed ufficialmente presentato nel 2002. E' diventato Onlus nel 2006 ed è iscritto alle liste del 5 per mille. Lavora a fianco delle popolazioni indigene del Brasile e dei poveri delle favelas con progetti di formazione e autosostentamento che nascono da esigenze locali e con referenti che operano in loco.

Cariche sociali:

Presidente: Giacone Roberto

Vice presidente: Marinetti Carla

Segretario: Miglietta Carlo

Tesoriere: Tuscano Vincenzo

Membro aggiunto: Giacone Marta

Rinnovate il 8 febbraio 2020

Soci fondatori:

Pagliero Giovanni, Giacone Roberto, Miglietta Carlo, Bruschini Fabiana, Perrino Luigi, Barone Clotilde, Tuscano Vincenzo, Guglielminetti Paolo, Caruso Antonina, Naretto Anna Maria, Maiullari Antonia, Davoli Rosina, Fiorio Valentino, Marinetti Carla, Ricciardi Giuseppina, Fico Carmelina, Megardi Maria Rita, Zaccaria Silvia, Di Corso Francesco,D'Orio Antonella, Sabatini Silvano.

 

Documenti:

Statuto del Comitato Roraima Onlus

Atto costitutivo

Iscrizione Anagrafe delle Onlus

Dove operiamo:

Area Indigena Raposa Serra do Sol Roraima Brasile
Missione Catrimani Roraima Brasile
Boa Vista Roraima Brasile Favelas
Marcos Moura Paraiba Brasile
Sapopemba San Paolo Brasile
  Porto Velho Rondonia Brasile
Centro Comunitario di Trancosa Bahia Brasile
Piquiá de Baixo Maranhão Brasile

 

Un po’ di storia....

Secondo gli storici, quando, nel 1500, il navigatore portoghese Pedro Alvares Cabral arrivò sulle coste del Brasile, nell'intero Paese c'erano almeno 1.000 popoli indigeni diversi, per un totale di circa 5 milioni di persone.

Oggi, in tutto il Brasile, gli indios sono poche centinaia di migliaia. Un testo del Ministero dell'educazione brasiliano "Gli Indios in Brasile", edito nel 1999, riporta tre differenti stime. Per l'Isa, l'Instituto Socioambiental, gli indios sono 280.000; per la Funai, Fundação Nacional do Índio, l'ente governativo che si occupa delle popolazioni indigene, sono 329.000; per il Cimi, il Consiglio indigenista missionario, un organo annesso alla Conferenza episcopale brasiliana, sono invece 360.000. Proprio il Cimi ha pubblicato, lo scorso ottobre, un nuovo dettagliato studio secondo il quale, in Brasile, gli indios sarebbero 510.000, suddivisi in 225 differenti gruppi etnici che parlano 180 lingue diverse tra loro: 358.300 continuano a vivere nelle terre degli avi e 150.800 si sono spostati in città. Sulla base di rilevazioni giudicate attendibili, il Cimi rende infine noto che circa 900 indios sono tuttora "isolati", giacché non hanno mai avuto stabili contatti con i bianchi. Alcuni di essi, una trentina, sono stati "scoperti" qualche settimana fa vicino al fiume Jutai, nella parte più occidentale della foresta amazzonica brasiliana, quasi al confine con il Perù e la Colombia. (Alberto Chiara)

Il 31 gennaio 2002 veniva presentato ufficialmente il Co.Ro. con una tavola rotonda presieduta da Alberto Chiara, giornalista e con la partecipazione di Monsignor Aldo Mongiano, Padre Silvano Sabatini, L'antropologa Silvia Zaccaria e il dottor Carlo Miglietta. Particolarmente gradita è stata la partecipazione in sala del vicesindaco di Torino Calgaro e di alcuni assessori che hanno portato il saluto della giunta consiliare. Questa serata è stata una tappa importante per il Comitato Roraima che ha voluto presentare alla città il problema delle popolazioni indigene brasiliane ed in particolare dei popoli Macuxi, Yanomami, Wapichaha dell'area di Roraima. Il nostro interesse per i fratelli indigeni brasiliani è nato dopo che alcuni di noi hanno avuto la possibilità di conoscerli direttamente durante un viaggio in Brasile. Immediatamente è nata la convinzione di dover collaborare con questi fratelli per aiutarli ad avere un'indipendenza culturale e ambientale, peraltro sancita dalla Costituzione Brasiliana e mai applicata. Con il passare del tempo la situazione si è ulteriormente complicata con l'insediamento di un plotone dell'esercito brasiliano che ha costruito una caserma in piena area indigena. Le pressioni internazionali non hanno potuto impedirne la costruzione ma sono riuscite a limitarne lo sviluppo e la protesta delle popolazioni locali ha impedito la costruzione della pista di atterraggio, peraltro indispensabile all'operatività della caserma perché in piena foresta amazzonica non esiste altro mezzo valido di locomozione.

Attualmente collaboriamo con associazioni che si propongono il nostro stesso fine, sia italiane che internazionali, per continuare la pressione sul governo brasiliano perché i diritti delle popolazioni indigene vengano finalmente rispettati. L'elezione in Brasile di LULA ha permesso di ottenere l’omologazione della terra indigena Raposa Serra do Sol. Ad aprile 2010 siamo stati presenti alla prima visita ufficiale di un Presidente del Brasile in terra Indigena a Maturuca RR.

Abbiamo fornito consulenza e appoggio economico per molti progetti in loco privilegiando sempre la formazione e l’auto sostentamento in progetti che nascono da esigenze locali.