CAMPAGNA
PER IL RITIRO IMMEDIATO DEGLI INVASORI DALLA TERRA INDIGENA RAPOSA SERRA DO SOL
(RORAIMA - BRASILE)
Un
po’ di storia
In
Roraima vivono più di 40 mila indigeni appartenenti a nove popoli: Yanomani,
Macuxi, Wapichana, Ingarikó, Taurepang, Patamona, Wai Wai, Yekuana e
Waimiri Atroari. Il 44% dello Stato è terra indigena, con quattro aree
continue: Yanomani, São Marcos, Waimiri-Atroari e Raposa Serra do Sol. Tra le
varie tribù, sono compresi anche gruppi che, nell'isolamento della foresta
amazzonica, non hanno mai visto i bianchi.
Da
decenni questi popoli lottano per la loro sopravvivenza, minacciata dai
fazendeiros (gli agricoltori latifondisti), dai garimpeiros (i cercatori di
minerali preziosi), e dai madereiros (i commercianti di legnami), che hanno
perpetrato contro di loro un vero etnocidio per impossessarsi delle loro terre,
con ogni sorta di violenza fisica e culturale.
Decine di Indigeni
sono stati assassinati nella lotta per la terra, e infinita è la storia delle
violenze, delle minacce, dei soprusi, delle umiliazioni subite.
La Costituzione
brasiliana del 1988,
all’articolo 231, aveva ribadito il diritto degli Indios all'uso esclusivo
almeno del territorio dove essi ora sono ridotti ad abitare, e posto un limite
di tempo, il 1993, per realizzare questo progetto. Il
15 aprile 2005 il presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva ha
finalmente riconosciuto di proprietà indigena
la Raposa
– Serra do Sol, nello Stato di Roraima, al confine con
la Guyana
e il Venezuela. In quest’area, di circa
17000 chilometri
quadrati, pari a circa i due terzi del Piemonte, vivono in centoquarantotto
villaggi più di diciottomila Indios Makuxi, Ingarikò, Taurepang e Wapixana.
Purtroppo
però la situazione a Roraima non è per nulla mutata. I bianchi non se ne sono
andati, anzi hanno inasprito la violenza contro gli indigeni: il 17 settembre
2005 hanno incendiato
la Missione
di Surumù, con il Centro Indigeno di Formazione e Cultura e l’Ospedale S.
Camillo, unici nella regione, e hanno poi continuato a distruggere villaggi
indigeni.
Le attuali violenze
nella Raposa Serra do Sol
Il
27 marzo di quest’anno è finalmente stata avviata un’operazione da parte
della Polizia Federale brasiliana, denominata “Upatakon
3”
(Upatakon è il mitico antenato degli Indigeni di Roraima), per fare uscire
dalla Terra Indigena gli occupanti abusivi. Subito è iniziata da parte di
questi ultimi una vera e propria azione di guerriglia. Sono stati distrutti
ponti, lanciate bombe, presi ostaggi.
Il
30 marzo gli invasori hanno bloccato per più di due ore il ponte sul Cauamè
sulla strada BR 174 che porta a Boavista. Nello stesso giorno due autobus hanno
trasferito in area indigena una settantina di poveri senzatetto di Boavista in
funzione anti Indios, con la promessa di terre a Paracaibo.
Il
31 marzo l’attacco si è concentrato nella Raposa Serra do Sol, soprattutto
nella regione di Surumù. I ponti di legno sui fiumi Araçá e Araújo, che
collegano Pacaraima a Surumù, sono stati bruciati. Nello stesso giorno,
trattori e macchine agricole sono stati concentrati sul ponte del rio Surumù
per impedire l’accesso al villaggio di Surumù.
La Polizia Federale
non è stata in grado di liberare il ponte, ma ha arrestato il mandante
dell’azione, il Presidente dell’Associazione dei Risicoltori di Roraima
Paolo Cesar Quarteiro, già sindaco di Paracaibo, per incitamento alla violenza,
oltraggio alla forza pubblica, resistenza e blocco stradale. Condotto a Boavista,
è subito stato scarcerato dietro il pagamento di 500 Reais (circa 150 Euro). Il
figlio, Renato Quarteiro, si è ferito alle mani, al torace e al viso mentre
lanciava contro
la Polizia
un ordigno esplosivo, ed è stato ricoverato all’Ospedale Generale di
Boavista. Durante la notte, è stato fatto un attentato contro la casa del
tuxaua (Capo) del Villaggio del Barro, antico quartiere di Surumu: un
motociclista ha lanciato una bomba che ha ferito il tuxaua, Moacildo da Silva
dos Santos, che è stato trasportato in aereo all’Ospedale di Boavista.
Il 31 marzo Dionito José de Souza, Coordinatore del CIR (Consiglio
Indigeno di Roraima), ha chiesto protezione delle popolazioni indigene alla
Polizia Federale, al Ministero Pubblico Federale, all’Avvocatura Generale
dell’Unione, alla Funai (
la Fondazione
Nazionale
dell’Indio), alla Presidenza della Republica del Brasile.
Il
1 aprile, il governatore dello Stato di Roraima Anchieta Júnior, con il
segretario per la sicurezza Cláudio Lima, hanno cercato un accordo con i
manifestanti, ottenendone un netto rifiuto. Nello stesso giorno, gli invasori
hanno bloccato il fiume Contigo, isolando completamente il villaggio di Contão.
Nelino Galé, coordinatore della regione di Baixo Contigo, è riuscito a
comunicare che è stato bloccato anche il ponte sul rio Grande, impedendo
l’accesso al comune di Normandia.
Circa
duecento persone hanno bloccato l’accesso a Surumù, e anche le comunicazioni
telefoniche sono state interrotte. La testata del ponte sul Surumù è stata
distrutta con l’esplosivo. Il villaggio di Surumù è percorso da uomini
armati di pistole, fucili e bombe. Il Coordinatore di Sumuru, Walter Macuxi, ha
affermato che i bianchi hanno invaso la scuola elementare “Padre José de
Anchieta”, distruggendo il materiale scolastico.
La Segreteria Statale
della Pubblica Istruzione
ha sospeso l’invio delle refezioni scolastiche anche dei comuni di Uiramutã,
Pacaraima e Normandia, essendo impedito l’accesso a tutta le regione.
Tutta
le regione di Surumù è stata bloccata dagli invasori: circa diciottomila
Indigeni sono stati isolati dal resto del mondo, impossibilitati a ricevere ogni
assistenza sanitaria, minacciati dalla presenza di armati, e gli alunni del
Centro Indigeno di Formazione e Cultura di Surumù, parzialmente ricostruito,
con tanti sacrifici, dopo la precedente distruzione, sono barricati con i loro
insegnanti.
Una vergognosa
sentenza del Trbunale Federale
Gli sviluppi della situazione nella Raposa Serra do Sol sono stati
semplicemente vergognosi. Il Supremo
Tribunale Federale, respingendo il ricorso dell’Avvocatura Generale
dell’Unione, ha infatti ordinato alla Polizia Federale, accorsa per difendere
i diritti degli Indigeni nell’operazione “Upatakon
3”
, di sospendere la sua azione “per evitare una guerra civile”, come se gli
Indigeni invece non fossero cittadini come gli altri e potessero impunemente
essere assaliti dai risicoltori e dalle loro truppe. Il deputato federale di
Roraima Marcio Junqueira aveva detto: “Non c’è nessun bisogno di sprecare
pubblico denaro a Roraima con questa operazione inutile”.
I
vescovi del Brasile, riuniti per la loro quarantaseiesima Assemblea generale a
Indaiatuba, in una dichiarazione firmata da firmata da monsignor Geraldo Lyrio
Rocha, arcivescovo di Mariana e presidente della Conferenza episcopale
brasiliana (Cnbb), affermano: “Nel nostro paese abbiamo già percorso un
cammino molto significativo per il riconoscimento e la conquista dei diritti.
Dobbiamo ora, pagare il debito storico con i popoli indigeni, coloro che
maggiormente hanno sofferto nella nostra storia… É giunto il momento di
aprire un nuovo orizzonte, dove la pluralità dei popoli indigeni e dei loro
diritti originari siano definitivamente riconosciuti. Con la diocesi di Roraima,
vogliamo manifestare il nostro rispetto, solidarietà e appoggio ai popoli
indigeni che abitano la terra demarcata e omologata. Il Vangelo annunciato e
accolto da questi popoli, fa di loro, sempre più, protagonisti della propria
storia”. I Vescovi auspicano che il processo di allontanamento degli invasori
dalla Terra Indigena Raposa Serra do Sol “sia rapido, pacifico e che la legge
sia osservata da tutti”.
Il
Vescovo di Roraima monsignor Roche Paloschi il 14 aprile ha espresso la sua
profonda delusione per le decisioni del Tribunale Federale, e ha detto:
“L’attuale conflitto è alimentato da uno Stato antiindigeno e da un solido
gruppo di imprenditori”. Il Consiglio Indigenista Missionario (CIMI) ha
affermato, in una sua nota, che la sospensione delle operazioni di sgombero
degli invasori da Roraima “potrebbe rappresentare una manovra per guadagnare
tempo, in vista degli sforzi del Governo di Roraima sul Supremo Tribunale
Federale per ottenere una decisione favorevole agli invasori della terra
indigena… Se nulla sarà fatto per cambiare questa decisione,
la Presidenza
della Repubblica, il Ministero della Giustizia e il Supremo Tribunale Federale
si saranno piegati alla violenza praticata dai settori antiindigeni di Roraima,
invece di sconfiggerla”. Il CIMI ha altresì ricordato che in Brasile nel 2007
sono stato uccisi 92 Indios, il più alto numero dal 1988.
Nasce il Movimento:
“Terra libera: resistere fino all’ultimo Indio”
Dal
18 aprile, le comunità indigene della Raposa Serra do Sol, secondo quanto ci
comunica il CIR (Consiglio Indigeno di Roraima), hanno costituito “il
Movimento: <<Terra libera: resistere fino all’ultimo Indio>>, con
lo scopo di consolidare il decreto di omologazione della Raposa Serra do Sol,
firmato da più di tre anni dal Presidente della Repubblica. A partire da questa
data, trecento indigeni sono accampati nella Maloca do Barro, una volta chiamata
dai <<bianchi>> Villaggio di Surumu o Vila Pereira. Se non sarà
rispettato il decreto di omologazione, il nostro Movimento invierà cinquemila
Indios disposti a difendere la terra dagli attacchi terroristici degli
invasori”.
La Campagna
Internazionale
per il ritiro immediato degli invasori dalla Raposa Serra do Sol
Data la tragica situazione in atto contro i Popoli Indigeni di Roraima
(Brasile), il CIR (Consiglio Indigeno di Roraima), chiede a tutti un'ampia e
immediata Campagna di pressione sulle Autorità brasiliane in difesa dei diritti
dei Popoli Indigeni della Raposa Serra do Sol.
1.
Possiamo inviare via mail il seguente testo (o un testo analogo):
Campanha pela imediata retirada dos
invasores da Raposa Serra do Sol (Roraima-Brasil)
"Fomos indignados por
uma medida judicial, que impediu a operação de retirada dos não-índios da terra indígena
Raposa Serra do Sol, denominada Upatakon 3. Sentimos firmeza do Governo Federal
em garantir os direitos dos povos indígenas que já aguardam, pelo menos
30 anos pela conquista de suas terras, e, finalmente poderão usufruír dos seus
territórios garantido na Constituição Brasileira.
Estamos preocupados com
as informações que chegam da terra indígena Raposa Serra do Sol, Roraima.
A resistência organizada por um grupo de apenas seis rizicultores tomou
contornos de uma verdadeira guerrilha. Ações terroristas são realizadas desde
o último dia 30 de março, com o bloqueio de estradas, bombas de fabricação
caseira lançada na casa de um tuxaua, hostilidade à imprensa, incitação
à violência, cerceamento ao direito de ir e vir, pontes queimadas, e
cárcere privado, com o objetivo declarado de impedir o cumprimento da Operação
Upatakon 3.
A esperada conclusão
da Operação Upatakon 3, retirando todos os invasores da T. I. RSS,
devolverá aos povos indígenas a paz, justiça e dignidade tirados há
mais de 500 anos. A resistência ao cumprimento do decreto de homologação é
um afronta ao Estado Brasileiro que durante três anos tentou de todas as
maneiras possíveis um acordo para a solução do impasse, oportunizando
inclusive, o direito ao contraditório a todos os envolvidos, especialmente aos
arrozeiros.
Acreditamos
que o Estado Brasileiro não recuará no seu papel de fazer valer a lei e de
punir grupos ou pessoas que se levantam contra a democracia e contra Constituição
Federal, com o objetivo exclusivo de proteger os seus interesses econômicos e
políticos”.
Assinatura:_
_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _"
Traduzione libera:
Campagna per il ritiro immediato degli invasori dalla Terra
Indigena Raposa Serra do Sol (Roraima- Brasile)
“Siamo indignati per la sentenza giudiziaria che ha bloccato
l’operazione di ritiro dei non-Indios dalla terra indigena Raposa Serra do
Sol, operazione denominata <<Upatakon 3>>. Chiediamo fermezza al
Governo Federale nel garantire i diritti dei Popoli Indigeni, che aspettano da
almeno trent’anni la loro terra, e finalmente potranno usufruire dei propri
territori come garantito dalla Costituzione Brasiliana.
Siamo preoccupati per le notizie che giungono dalla terra indigena
Raposa Serra do Sol (Roraima). La resistenza organizzata da un gruppo di appena
sei grandi risicoltori ha assunto i caratteri di una vera guerriglia. A partire
dal 30 marzo, sono state compiute azioni terroristiche come blocchi stradali,
bombe rudimentali lanciate contro la casa di un capo indigeno, ostilità contro
la stampa, incitamento alla violenza, impedimento al diritto di transito, ponti
bruciati, sequestri, con l’obiettivo dichiarato di impedire il compimento
dell’operazione <<Upatakon 3>>.
La sperata conclusione dell’operazione <<Upatakon
3>>, con il ritiro di tutti gli invasori della terra indigena Raposa Serra
do Sol, porterà ai Popoli Indigeni la pace, la giustizia e la dignità
calpestate da più di 500 anni. La resistenza alla realizzazione del decreto di
omologazione è un affronto allo Stato Brasiliano che durante tre anni ha
tentato in tutte le maniere un accordo per la soluzione del problema, dando
possibilità di dibattito a tutte le parti coinvolte, soprattutto ai
risicoltori.
Auspichiamo che lo Stato del Brasile non rinunci al suo compito di
far valere la legge e di punire quanti insorgono contro la democrazia e contro
la Costituzione
Federale
, con il solo obiettivo di difendere i propri
interessi economici e politici.
Firma: _
_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _"
2.
Tagliare e incollare il testo in portoghese (o un testo analogo)
3.
Inviare il testo, con la firma, l’indirizzo e la nazionalità, a:
Exmo
Sr. Luis Inácio Lula da Silva
Presidente da República
E.mail:
Vedere modalità al punto 4
Exmo
Sr. Tarso Genro
Ministro da Justiça
E-mail: gabinetemj@mj.gov.br
Exmo
Sr. Paulo de Tarso Vannuchi
Ministro da
Secretaria Especial dos Direitos Humanos
E-mail: direitoshumanos@sedh.gov.br
Exmo
Sr. Celso Amorim
Ministro de Relações
Exteriores (MRE)
E-mail: celsoamorim@mre.gov.br
Exmo
Sr. Márcio Meira
Presidente - FUNAI
e-mail: marcio.meira@funai.gov.br
c/c
circom@terra.com.br
4.
Più semplicemente:
Inserire
questi indirizzi in A:
gabinetemj@mj.gov.br;
direitoshumanos@sedh.gov.br;
marcio.meira@funai.gov.br;
pr@planalto.gov.br;
protocolo@planalto.gov.br;
Inserire
questo indirizzo in CCN (per conteggio messaggi inviati):
roberto.giacone@fastwebnet.it;
circom@terra.com.br
Nel
campo: "Oggetto", scrivere:
Campanha
pela imediata retirada dos invasores da Raposa Serra do Sol (Roraima - Brasil)
Per
inviare al Presidente Lula:
andare
sul sito web: www.presidencia.gov.br. Cliccare l'opzione:
"Presidente"; in seguito, cliccare: "Fale com o Presidente",
e quindi trascrivere il messaggio su "Escreva sua mensagem"; compilare
il formulario che si aprirà e cliccare: "Enviar"; arriverà in
seguito la richiesta di un messaggio di conferma
5.
Diffondere questa Campagna al maggior numero di persone
E’
indispensabile denunciare queste violenze al mondo, e sostenere in ogni modo i
Popoli Indigeni di Roraima nella loro lotta non-violenta per la sopravvivenza e
la libertà.
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